Visualizzazione post con etichetta Santa Caterina da Siena e Ass. Int. Caterinati Varazze. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Santa Caterina da Siena e Ass. Int. Caterinati Varazze. Mostra tutti i post

lunedì 7 novembre 2011

Novembre Varazze ricorda il dottor Massone


Anche quest’anno in novembre Varazze farà memoria del dottor Giuseppe Massone, insigne medico e pediatra, cattolico fervente, per la Chiesa dal 2010 degno del titolo di Servo di Dio.
A tredici  anni dalla scomparsa, avvenuta il 12 novembre 1998, saranno celebrate nella cittadina ligure una serie di sante Messe in suffragio dell’illustre varazzino:
10 novembre ore 17 Parrocchia di San Nazario - 12 novembre ore 9,00 Chiesa di S.Domenico - 13 novembre ore 9,30 Chiesa Faje - 14 novembre ore 17,30 Parrocchia di S.Ambrogio - 24 novembre ore 16,00 Chiesa dei Cappuccini.
Lo scorso anno la comunità volle ricordare Massone dedicandogli il centrale complesso della scuola primaria sito in via Recagno, l’uomo modello di esempio di vita cristiana, impegnato nella società civile ed associativa del suo tempo, fu già nel 2006 presentato dalla nostra Diocesi di Savona Noli quale “laico cristiano esemplare del ‘900” al Convegno Ecclesiale di Verona.

domenica 25 settembre 2011

2 ottobre memoria del passaggio di Santa Caterina da Varazze

VARAZZE : MEMORIA PASSAGGIO SANTA CATERINA DA SIENA - VARAGINE 1376 – VARAZZE 2011.

A Varazze si ricorda la sosta di  Santa Caterina da Siena che 635 anni fa soggiornò nella cittadina rivierasca liberandola dalla peste. Da allora la Santa Senese, mantellata domenicana, né è la Patrona insieme al Beato Jacopo da Varagine.
Durante la consueta celebrazione domenicale il 2 ottobre presso il Santuario della SS. Trinità (Chiesa di Santa Caterina) alle ore 9.30 il  locale gruppo della Associazione Internazionale dei Caterinati, allora costituito dal Dott. Giuseppe Massone,  farà memoria storica del passaggio avvenuto nei giorni 3-4 e 5 ottobre 1376.
Quest’anno ricorre inoltre il 550° anno della Canonizzazione della Santa avvenuta nel 1461 per volontà del Papa senese  Pio II  al secolo Enea Silvio Piccolomini. A memoria di tale evento a Roma e Siena è stato organizzato un Convegno Internazionale dal titolo  ‘Virgo digna coelo’ CATERINA E LA SUA EREDITA’ che si svolgerà dal 27 al 29 ottobre prossimi. (per info http://www.caterinati.org/conferenze_concorsi.htm )
- nella foto il Santuario della SS. Trinità voluto proprio dalla Santa -

venerdì 6 maggio 2011

Caterina: una Santa XXI secolo


Pochi giorni sono trascorsi dalla Solenne Festa Patronale a Varazze in onore della Santa Senese, memoria che la piccola cittadina della riviera ligure ha mantenuta al 30 di aprile così come nel calendario pre-conciliare (oggi la memoria nel resto del mondo è il 29 aprile). Ma perchè Caterina è legata a Varazze? Cosa ha operato per il suo secolo e per l'ordine dei Frati Predicatori? Perchè il suo esempio ed insegmaneto è oggi, come sempre, attuale e operante?

Caterina una Santa da XXI secolo

Varazze ricorda la Patrona e la fede si intreccia alla tradizione

Una Donna speciale? Sicuramente sì. Santa Caterina, non poteva essere diversamente, colei che in solo tre giorni (3-4-5 ottobre 1376) ha legato il suo nome per sempre a quello di Varazze cambiandone la storia e il corso degli eventi, segnando quella d’Europa e della Chiesa Universale in una vita terrena breve ma intensa. Anche quest’anno il 30 aprile la cittadina della riviera ha fatto “festa grande” per ricordare la Sua Celeste Patrona alla quale legano un amore in devozione e culto assai profondo. Al rito religioso si associano secolari tradizioni, care ai varazzini di tutto il mondo, e alla fede si intersecano misticismo, arte, cultura e folklore.

Caterina e Jacopo da Varagine, figlia e madre dell’Ordine dei Frati Predicatori

Perché quella sosta lungo l’arco della nostra riviera quando la Santa Senese era diretta a Genova proveniente da Avignone? Caterina Benincasa, nata a Siena nel 1347, già nel 1363 riceveva l’abito del terz’ordine domenicano, divenendo così la Mantellata di Fontebranda. Dell’Ordine dei Frati Predicatori ben ne aveva seguito gli insegnamenti recandosi quotidianamente nella vicina Chiesa di San Domenico in Siena. Tra questi più volte avrà ascoltato i Sermones di Jacopo da Varagine e conosciuto i racconti della famosissima Legenda Aurea. Per questo, che a solo 78 anni dalla morte del noto Arcivescovo di Genova, Caterina volle fermarsi a Varazze, borgo colpito da morbo pestilenziale che imperversava in tutta Europa. Così ci ricorda in “Opuscola et Literae” il Beato Raimondo da Capua, confessore al seguito della Santa e 23° Maestro Generale dell’Ordine dei Predicatori : “3.Oct. Quo in itinere, in vigilia S.Francisci, Voragine esistente ad honoranda incunabola B.Jacopi, precibus suis saevientis pestis cessationem a Deo impetrant.”

Le altre testimonianze della sua permanenza breve ma, così significativa, a Varazze ci sono state tramandate dal Bartolomeo Dominici, in merito alla prima visione che la Mantellata ebbe in Sant’Ambrogio e dal Beato Stefano Maconi che , trascrivendo anche alcune note del Beato Raimondo, racconta della assistenza che Caterina portò agli appestati.

Varazzino che tramandò sua narrazione delle giornate cateriniane fu Simone Maffeo, uomo facoltoso, di lettere e costruttore navale; così dalla sua cronaca del 1381 :

Nel partire che fece dal Borgo – detta santa Caterina – disse a quelli che si trovavano che fabbricassero una cappella in honore della Santissima Trinità, che mai più il luogo sarebbe stato molestato dalla peste, e che chi la porterebbe patendone lui solo la molestia, se la riporterebbe… Disse loro inoltre come pur anche fece il suddetto padre (fra Raimondo da Capua) suo confessore che havendo il luogo un huomo tanto insigne come il B. Giacomo per patriotto, fabbricassero un convento per i Frati del suo ordine. Parti poi dal Borgo per incamminarsi alla volta di Genova”.

E là nella zona a mare del levante varazzino è ancora possibile ammirare oggi le volontà espresse dalla Santa, ogni anno nel giorno d’aprile i cittadini vi si recano per sciogliere il secolare voto: la capella dedicata alla SS. Trinità venne immediatamente costruita. Il Santuario, successivamente ampliato e modificato nel corso dei secoli, conserva attualmente pianta seicentesca. Fu fondato anche il Convento dei Frati Predicatori, grazie anche ai lasciti dello stesso Simone Maffeo, con bolla di Papa Martino V datata 4 luglio 1419.

Caterina Dottore della Chiesa, Santa da XXI secolo Patrona d’Italia

Il 29 giugno 1461 Pio II (Enea Silvio Piccolomini, senese e già vescovo di Siena) proclama Caterina - Santa (festa: prima domenica di maggio; successivamente 30 aprile, ed oggi il 29 aprile, giorno del transito); quest’anno ne ricorre il 550° anniversario della Canonizzazione. L’8 marzo 1866 Pio IX proclama Caterina compatrona di Roma. Il 18 giugno 1939 Caterina da Siena e S.Francesco d’Assisi sono proclamati da Pio XII patroni primari d’Italia. Il I ottobre 1999 Giovanni Paolo II proclama Caterina compatrona d’Europa.

Nel 1970, il 4 ottobre, Paolo VI riconosce a Caterina il titolo di Dottore della Chiesa Universale. Titolo che venne riconosciuto anche ad una altra Santa, Teresa d’Avila: due donne! Una Innovazione! Sino a quel momento la Chiesa Cattolica non contava che trenta Dottori e tutti uomini.

E se è Dottore allora deve insegnare. Insegnamento che ritroviamo a cominciare da il Dialogo e nelle Orazioni, come la “dottrina sulla verità” : “Apri l’occhio dell’intelletto e mira in me e vedrai la nobiltà e bellezza della creatura che ha in sé ragione”

Gli scritti della Patrona d’Italia dimostrano ancora oggi la loro freschezza e pertinenza; epoca la nostra non dissimile alla Sua, sia per la situazione ecclesiale che mondiale: in questo scenario la Santa, ambasciatrice di pace in un mondo agitato e diviso ci incoraggia a schierarci per la fraternità universale lontano da interessi egoistici e autoaffermazione di potenti.

Dall’insegnamento e dall’esempio cristiano Caterina ci invita ad essere Santi. Non sarebbe difficile immaginarla, come nel XIV secolo, nei luoghi dove vi è : preghiera e contemplazione, ma anche sofferenza ed accoglienza, dove si lavora per una Chiesa Santa e per un umanesimo ritrovato.

Umanesimo e rinascimento che il Suo tempo ha saputo preparare , ne ri-saremo capaci noi oggi?

E all’Italia in questo suo anniversario d’unità, Terra che già Caterina ed il suo tempo chiamava e sentiva d’affetto in appartenenza seppur ancora divisa, cosa direbbe?

Forse ci spronerebbe come nella Lettera 368 a Stefano Maconi : “Fa che tu sia fervente e non tiepido, in questa operazione, e in stimolare i fratelli e maggiori tuoi della Compagnia, che facciano la loro possibilità in quello ch’io scrivo. Se sarete quelle che dovete essere, mettere fuoco in tutta Italia, non tanto costì”.

Di Lorenzo Grazioli Gauthier


mercoledì 17 novembre 2010

Sabato 27 novembre - Scuola elementare di Varazze dedicata al Dott. Giuseppe Massone

Cerimonia di intitolazione della scuola primaria avverrà il 27 novembre, alle ore 15.30 nell’Aula Magna della Scuola Elementare di via Camogli, alla presenza di autorità civili e religiose e delle Associazioni varazzine, sarà concelebrata da sacerdoti locali, padri Carmelitani, Cappuccini e Domenicani una s. messa presieduta dal vicario mons. Andrea Giusto e animata dal coro Le Primule, formato da bambini della scuola primaria. Seguiranno lo scoprimento e la benedizione della targa intitolativa.
Nel corso della celebrazione l’Associazione Pria Faja presenterà una targa commemorativa del centenario della nascita del dott. Giuseppe Massone che poi verrà posta, per riconoscenza ed affetto, nella loro sede sita in frazione Faje. Entrambe le targhe sono state realizzate in ceramica dall’artista varazzina Anna Pittaluga che tanto collaborò con il dott. Massone realizzando, per esempio, il bozzetto della statua di S. Caterina posta nel Marina di Varazze, le stazioni della via Crucis e il quadro della deposizione che abbelliscono la Chiesa parrocchiale delle Faje.
Programma delle celebrazioni e S. Messe in ricordo nel centenario della nascita del Dr. Giuseppe Massone (1910 – 2010).
  • Venerdì 12 novembre: Chiesa dei Cappuccini ore 16; Chiesa dei Domenicani ore 17.
  • Sabato 20 novembre: Parrocchia S. Ambrogio ore 18.
  • Giovedì 25 novembre: Chiesa dei Cappuccini ore 16.
  • Sabato 27 novembre: Aula Magna delle Scuole Elementari di via Camogli ore 15.30, celebrazione per l’intitolazione della scuola

mercoledì 22 settembre 2010

Memoria liturgica della sosta di Santa Caterina a Varazze - S. Messa 5 Ottobre ore 18 in San Domenico

ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE DEI CATERINATI – GRUPPO DI VARAZZE


634^ anniversario della sosta di S. Caterina da Siena

Varagine 1376 – Varazze 2010

3 – 4 – 5 ottobre


Martedì 5 Ottobre Ore 18


Celebrazione Eucaristica nella Chiesa di San Domenico, edificata per volere di Caterina


per fare memoria dell’arrivo di S. Caterina nella nostra terra

domenica 8 novembre 2009

La Carità di un Medico - Giuseppe Massone



Il 28 novembre alle ore 17, nell’aula consiliare del Comune di Varazze, in occasione dell’undicesimo anno dalla scomparsa di Giuseppe Massone, si terrà un incontro in suo ricordo nel corso del quale verrà presentato il libro di Paola Massone, la nipote,
Giuseppe Massone - la carità di un medico edito dalla S.Paolo.
Saranno presenti, oltre alle autorità civili e religiose cittadine, il vicario vescovile don Andrea Giusto, il giudice Adriano Sansa, il provinciale dei Carmelitani scalzi padre Giustino Zoppi e la probabile partecipazione del giornalista Enzo Melillo di RAI3 Liguria.

Biografia nata da un’esigenza forte, stimolata dall’interesse sempre più ampio e diffuso suscitato dalla figura di Giuseppe Massone, un medico che riconosceva nel paziente e nel fratello sofferente l’identità del Cristo.
Un’identità alla quale aveva conformato anche il suo agire in ogni ambito in cui le sue attività politiche e sociali, la sua professione ed i suoi interessi culturali o di fede lo avevano portato.

La vita di un uomo che ha lasciato un grande ricordo dove ha vissuto per il modo competente e generoso con cui aveva esercitato la sua professione di medico, per il suo impegno politico e sociale e soprattutto per la testimonianza della sua fede coerente e operosa.

Il 12 novembre di quest’anno saranno gli 11 anni dalla morte di Giuseppe Massone(1910-1998); domenica 29 novembre alle ore 10.30 nel cimitero cittadino vi sarà la traslazione delle spoglie nella Cappella cimiteriale dei frati minori Cappuccini che con affetto e riconoscenza accolgono lui, terziario francescano, nella grande famiglia di S.Francesco; presente il Provinciale dei Cappuccini padre Francesco Rossi che celebrerà la Santa Messa; giorno di memoria proprio dei Santi Cappuccini.

L’11 dicembre, presso la Sala Vasè della Società Operaia Cattolica “N.S. della Misericordia” in via Famagosta, 4 a Savona, per il ciclo “incontri con l’autore”, sarà ospitata Paola Massone che presenterà la biografia di Giuseppe Massone da lei curata.

martedì 27 ottobre 2009

Intervista al prof. Carlo Lupi : FUOCO D’AMORE, SCINTILLA DI VERITÀ E LEGNA DI GIUSTIZIA - CARITAS IN VERITATE -






Nel 633^ del passaggio di S. Caterina da Siena da Varazze, il Circolo Cultrale Kairos d’intesa con la sezione di Varazze dell’associazione Internazionale dei Caterinati, la Parrocchia di S. Ambrogio e il Comune di Varazze, hanno organizzato una serie di appuntamenti. Tra di essi ricordiamo la visita al Santuario della SS. Trinità (chiesa di S. Caterina) dove il ciclo di affreschi ripercorre le tappe della vita della Santa e una conferenza sull’ultima enciclica di Benedetto XVI, intitolata Caritas in Veritate. Gli organizzatori si dicono certi che la senese avrebbe volentieri accettato che si parlasse non di lei, ma di questo documento. Il suo affetto per il Papa e la sua attenzione per i bisogni della società lo suggeriscono. Relatore d’eccezione il prof. Carlo Lupi, caterinato, per dieci anni collaboratore dei Cappellani del Lavoro dell’Arcidiocesi di Genova, poi docente di Storia della Filosofia presso l’Università di Genova ed ora Direttore dell’Istituto di Scienze Religione a La Spezia. Riusciamo a porgli qualche domanda prima della sua relazione.
D. Quale tipo di enciclica è la Caritas in Veritate?
C.L. Si tratta un’enciclica sociale. In un mondo di emozioni passeggere e opinioni soggettive è capace di offrire alcuni punti fermi e alcune idee forti sul nostro tempo.
D. Come potremmo definire la dottrina sociale della Chiesa? Quale il contributo specifico di questa enciclica?
C.L. La dottrina sociale è quel corpo dottrinale con il quale la Chiesa, ispirata dallo Spirito, legge gli avvenimenti della storia mentre accadono. Essa non contiene soluzioni pronte, ma aiuta a leggere l’attualità alla luce del Vangelo. La peculiarità della Caritas in Veritate consiste nel non essere nata in risposta a problemi concreti, ma nel ricordare quali sono i principi della convivenza tra gli uomini, delle relazioni interpersonali, del bene comune.
D. In estrema sintesi in che cosa consistono tali principi?
C.L. Potrebbero essere così riassunti: lo sviluppo umano integrale nella verità e nella carità. La prima parte di questa definizione vale per tutte le persone, non a caso la lettura dell’enciclica è raccomandabile anche ai non credenti. Il riferimento alla verità e alla carità rimandano agli aspetti teologici. La carità non è mera beneficenza, ma capacità di vedere gli uomini con gli occhi di Gesù Cristo che non può fare a meno di amarle in quanto sue creature e proprio per questo cerca di strapparle dalle dinamiche di peccato in cui si trovano a vivere. La verità è l’essenza stessa di Dio, il principio per cui ogni verità è tale. Come diceva Caterina non si può amare senza conoscre: per questo verità e carità vanno insieme.
D. Il riferimento alla verità oggi non è facile.
C.L. Purtroppo la verità è esigente, mentre gli uomini vorrebbe una vita facile. Il problema è che ogni uomo per vivere ha bisogno di criteri di riferimento: la verità viene allora sostituita dall’utile, dal piacre o dalla violenza che vuole imporsi. Le conseguenze le abbiamo sotto gli ochhi. Senza verità è difficile parlare di ciò che è bene e di ciò che è giusto.
D.. Potremmo dire che questa enciclica sociale presenta un modello di uomo?
C.L. Certamente. Lo sviluppo armonico e la dignità dell’uomo sono la chiave con cui il Pontefice affronta i problemi dell’economia, della finanza, della demografia, dell’ecologia e così via.
D. Come migliorare, in concreto, la società nell’epoca della globalizzazione?
C.L. Non bisogna mirare alla società perfetta, con il rischio di utopia o ideologia. Bisogna invece prestare attenzione a relazionare la società e il progresso con l’etica, perché senza etica si cade in meccanismi che rischiano di stritolare l’uomo con la scusa di aiutarlo, come ad esempio certa tecnologia. O il vivere sociale ha fondamenti oggettivi condivisibili, oppure vince la dittatura del numero e della violenza. Un grosso pericolo è quello di assolutizzare un aspetto dello sviluppo umano a scapito degli altri. Aver tralasciato la politica a vantaggio dell’economia e questa a vantaggio della sola finanza sono proprio le ragioni di quella crisi di cui ci lamentiamo.
D. In quest’ottica la crisi avrà certo della responsabilità, ma la via di uscita sta nel promuovere la dignità dell’uomo.
C.L. La crisi economica è solo un aspetto di una crisi più profonda della nostra epoca, come osserva Benedetto XVI. Si tratta di cogliere le sfide che ci stanno davanti con speranza e risolutezza. Ciascuno nel suo piccolo, nella sua famiglia, nei gruppi che frequenta, nel luogo di lavoro, può e deve contribuire a migliorare la dignità dell’uomo anche quando ciò costa fatica e sacrificio. Non ci sono solo i problemi bioetici e le grandi scelte politiche. C’è urgenza di umanizzare sempre di più il nostro mondo, riconoscendo che l’uomo è immagine di Dio e da lui attinge la sua grandezza. Quando il rapporto con Dio fallisce, fallisce anche il rapporto tra le persone. La crescente solitudine esistenziale di molti giovani in quest’epoca di comunicazione informatica ne è la prova. La Caritas in Veritate è davvero di aiuto per districarsi in quello che succede e di sprone a impegnarsi nella direzione giusta.


Domenica 4 ottobre è stata celebrata, come di consueto, la S. Messa alle 9.30 nel Santuario della Santissima Trinità in forma però particolarmente solenne dal Rev.do Parroco Don Giulio Grosso, presenti le Autorità cittadine, il Sindaco Prof. Giovanni Delfino, il locale gruppo dei Caterinati e molti fedeli. Si è fatta così memoria Cittadina del passaggio della Santa a Varazze, Patrona d’Italia da settant’anni insieme a San Francesco (1939-2009). Al termine riunione di programmazione del locale gruppo della Ass. Int. dei Caterinati, occasione anche per ricordare Carolina Bo, Giuseppe Massone e Tino Benedetto Delfino. È stata riconfermata in maniera unanime Presidente del gruppo per il triennio 2010-2012 la Dott.ssa Marina Delfino, sarà affiancata dal Consiglio Direttivo così composto : Clara Cavallero Bassafontana, Bianca Caniggia, Antonio Danaidi e Lorenzo Grazioli; saranno coadiuvati dall’assistenza dei Frati Domenicani.
La domenica seguente, 11 ottobre , al termine della Santa Messa, attento gruppo di persone ha partecipato alla visita guidata del Santuario Cateriniano, presente il Consigliere delegato alla Cultura Mariangela Calcagno e delegazione del Circolo Dialogos di Savona.


Tommaso Metonda

venerdì 12 giugno 2009

Santa Caterina da Siena 2009 - IL Circolo Culturale incontra S.B. Michel Sabbah, Patriarca Emerito di Gerusalemme - Intervista di Marco Damonte

Mons. Sabbah ospite a Varazze

1376 Caterina da Siena sosta a Varazze, tra l’altro, per incontrare i Vescovi betlemmitani e discutere con loro la situazione di Terra Santa; 1847 Mons. Valerga, oriundo di Varazze, è nominato Patriarca Latino di Gerusalemme, il primo dopo il reinsediamento del patraircato; 2005 viene siglato il gemellaggio tra Varazze e Beit Jala, una delle poche città palestinesi dei territori occupati a maggioranza cristiana. 29-30 aprile 2009 Mons. Sabbah, Patriarca emerito di Gerusalemme, ospite a Varazze che gli conferisce la cittadinanza onoraria. Gli porgiamo alcune domande. Quale la situazione attuale dei cristiani in Terra Santa? In un secolo la percentuale dei cristiani arabi è passata dal 17 al 2%. Questo dato è significativo, ma lascia ancora spazio alla speranza se rapportato al contesto mediorientale. La forte emigrazione dà la possibilità di nuovi contatti, specie in America latina. La comunità è viva, basti pensare che ogni anno nell’unico seminario del patriarcato voluto da Mons. Vallerga a Beit Jala entrano una trentina di giovani. Come desciverebbe il volto di Gerusalemme? Questa è la patria spirituale di ogni cristiano, ma anche città della redenzione e della salvezza per ciascun essere umano. Dio l’ha voluta segno di contraddizione per farci capire che è il Dio di tutti. In essa convivono le tre religioni monoteiste e lo potrebbero fare in pace se ascoltassero la Parola di Dio; invece ascoltano interessi di parte e fanno di Gerusalemme una città di odio e di morte. La pace sarebbe la vocazione di Gerusalemme. Dopo l’attenzione dei media, le sorti della striscia di Gaza sono quasi sconosciute. Può aggiornarci? E’ una popolazione stremata che ha subito le angherie degli attacchi israeliani. Sono convinto che motivazione ufficiale di stroncare il terrorismo celava ragioni politiche, si era sotto elezioni, ed esigenze militari. Lo dimostra il fatto che chi si reca nella striscia di Gaza vede macerie e nessun segno di ricostruzione; non c’è interesse nei confronti dei suoi abitanti. Alle finestre ci sono ancora teli di naylon al posto di vetri. I famosi tunnel sotterranei venivano usati per alleviare le sofferenze di una popolazione privata dei beni primari dall’embargo, anche se qualcuno ne ha fatto un uso illecito. Le sue parole sembrano alludere ad accuse precise. Le mie non sono accuse, ma constatazione di dati di fatto. Finchè Israele non riconoscerà uno stato palestinese autonomo e indipendente e finchè continueranno le sopraffazioni, ci saranno sempre dei palestinesi disposti ad agire in maniera violenta, così Israele potrà sempre ricorrere alle armi per vendicare i suoi morti e i palestinesi si sentiranno autorizzati a rispondere a tono. La violenza chiama violenza. Vedo in entrambi i popoli un grande desiderio di pace e il comprendere che la sicurezza o è per entrambi o non può esserci per nessuno. Purtroppo i politici sono concentrati sui loro interessi e non ascoltano queste istanze; la comunità internazionale si mostra paralizzata. Avremmo bisogno di politici disposti al sacrificio. Quale il ruolo dei nostri fratelli cristiani in Terra Santa? Anzitutto nell’essere segno vivente dell’evento della Salvezza: la loro semplice presenza testimonia –talvolta a caro prezzo- la resurrezione di Cristo e la Vita nuova per ogni uomo di buona volontà. In secondo luogo la collaborazione tra i cristiani è indirizzata a dare una risposta ai gravi problemi che affligono il Medioriente: non si può prescindere dal messaggio cristiano a proposito dei grandi temi dell’umanità quali dignità, giustizia, pace. Infine a loro spetta il delicato ruolo di essere ponti tra oriente e occidente; ciascun arabo cristiano è consapevole di essere orientale per storia, cultura, lingua, politica, psicologia, ma anche di essere in relazione all’occidente per fede, religione, spiritualità e apertura intellettuale. Un esempio: nelle tre scuole del Patriarcato sono iscritti ragazzi mussulmani per il 90%. Sono figli dei principali esponenti dei partiti politici palestinesi, a loro volta alunni di quelle scuole. Ciò permette di incontrarsi e dialogare in maniera informale. Come riescono a compiere questa missione? Tra enormi difficoltà, l’occupazione militare, le umiliazioni quotidiane, i limiti alle libertà civili a causa dell’appartenenza religiosa, limitazioni ai movimenti, agli studi, ai viaggi, al lavoro, persino alle cure mediche. Come vede il futuro? Umanamente parlando speranza non c’è. Ma crediamo in Dio che vincerà un giorno il male della guerra. Mi appello a tutti gli uomini di buona volontà perché ciò possa avvenire; tutti sono responsabili di ciò che accade in Terra Santa. Sono convinto che l’imminente viaggio in Terra Santa di Benedetto XVI sarà un passo nella giusta direzione.

Nel ringraziare Mons. Sabbah, ritorna alla memoria lo sguardo dei giovani cristiani palestinesi ospitati in questi anni a Varazze e risuona la loro espressione, diventata monito e sprone del gemellaggio: jalla! andiamo!

Marco Damonte – Circolo Culturale Kairos


Arrivo del Patriarca e di SER Mons. Lupi Visita alla Colleggiata di Sant'Ambrogio, presenti il Parroco don Giulio Grosso e Lorenzo Grazioli.



Omaggio floreale alla statua di S. Caterina al porto di Varazze, presenti le autorità religiose e civili.



Pe il circolo, Simone Silvagno e Lorenzo Grazioli illustrano a Sua Beatitudine pannelli mostra "Verso altri mari" raffiguranti i primi Patriarchi Latini dell'era moderna, sita della ex-capitaneria di Varazze. Sempre a Mons. M. Sabbah fanno dono di alcune pubblicazioni curate dal circolo.