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| Oratorio di San Bartolomeo Apostolo - Varazze, borgo Solaro |
Affiliato A.N.S.P.I. - Iscritto al Registro Nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale (Decreto Lgs. 383/2000)
giovedì 16 agosto 2012
Incontro culturale a San Bartolomeo a Varazze - 23 agosto
mercoledì 14 dicembre 2011
VARAZZE : LA TRADIZIONE DEL PRESEPE - QUATTRO PASSI DA PASTORE dal 27 dicembre al 5 gennaio 2012
Martedì 27 dicembre 2011 ore 16 ritrovo presso la Chiesa Parrocchiale di S. Ambrogio. Sarà occasione per approfondire alcune opere d’arte della Collegiata che introducono al tempo del Natale così come ammirare l’antico presepe, della scuola di Anton Maria Maragliano, custodito in teca ottagonale, nella sacrestia. Nella stessa giornata si proseguirà alla scoperta dell’artistico Presepe della Confraternita di San Giuseppe e della SS. Trinità.
Venerdì 30 dicembre, sempre alle ore 16, il ritrovo è fissato presso l’oratorio di Nostra Signora Assunta.
La rassegna si concluderà giovedì 5 gennaio 2012 presso l’oratorio di San Bartolomeo, l’incontro avrà inizio ancora una volta alle ore 16.
Questi appuntamenti, organizzati per l’ottavo anno consecutivo, chiudono il vecchio anno e aprono quello nuovo e, con l’occasione, il Circolo Culturale Kairos propone i suoi migliori auguri a varazzini ed ospiti. Iniziativa simpaticamente intitolata “Quattro passi da pastore” vedrà appunto i partecipanti accompagnati in alcuni oratori della città a visitare i classici presepi, allestiti con maestria da esperti confratelli. Così il Prof. Marco Damonte del Circolo Kairos : “I presenti, nelle vesti ideali di pastori, si recheranno nelle varie rappresentazioni della natività, caratterizzate in modo diverso e personalizzate a seconda della titolazione delle confraternite. L’obiettivo è quello di far conoscere sempre più e sempre meglio il mistero del Natale. Attraverso l’arte, l’iconografia, la perizia degli artigiani è possibile soffermarsi su questo evento chiave per i cristiani e per modo intero”.
L’evento patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Varazze, si avvale della collaborazione della Parrocchia di Sant’Ambrogio, delle confraternite cittadine e dell’intervento del poeta Mario Traversi, presidente del “Campanin Russu”.
Tradizione ligure importante e caratteristica quella del Presepe; dapprima allestito nei palazzi delle nobili famiglie successivamente passato negli oratori e curato dalle antiche “casacce” per arrivare, nel secolo scorso, semplice , nelle nostre case. Dalle figure lignee della scuola del Maragliano alle realizzazioni del XX secolo di scuola albisolese. Pastori che nella tradizione ligure diventano pescatori, curati e dame in vesti coeve alla realizzazione.
Mistero che si rinnova nella rappresentazione del Presepe quello del Natale, per grandi e più piccini, saprà cogliere negli occhi dei visitatori ancora volta sguardo di stupore in attesa dell’arrivo dei “Magi”.
Parrocchia Collegiata di Sant’Ambrogio Città di Varazze - Assessorato alla Cultura Circolo Culturale Kairos – ANSPI
In Occasione delle Festività Natalizie propongono
QUATTRO PASSI DA PASTORE
ITINERARIO STORICO E TRADIZIONALE TRA I PRESEPI DELLE CONFRATERNITE
Ritrovo ore 16.00 presso il luogo indicato
27 Dicembre 2011 – Chiesa Collegiata di Sant’Ambrogio,
Presepe della Confraternita S. Giuseppe
30 Dicembre 2011 – Presepe della Confraternita di N.S. Assunta
5 Gennaio 2012 – Presepe della Confraternita di S. Bartolomeo
Con la collaborazione della Associazione Culturale "U Campanin Russu" e momento poetico natalizio di Mario Traversi
Particolare del Presepe conservato nella sacrestia di Sant'Ambrogio in Varazze della scuola di Anton Maria Maragliano
Il Consiglio Direttivo del Circolo Culturale porge
Tanti Auguri per un Santo Natale a Voi e alle vostre famiglie! Un felice e prospero 2012
perchè ognuno possa trovare il proprio " Kairos"!
venerdì 6 maggio 2011
Caterina: una Santa XXI secolo
Pochi giorni sono trascorsi dalla Solenne Festa Patronale a Varazze in onore della Santa Senese, memoria che la piccola cittadina della riviera ligure ha mantenuta al 30 di aprile così come nel calendario pre-conciliare (oggi la memoria nel resto del mondo è il 29 aprile). Ma perchè Caterina è legata a Varazze? Cosa ha operato per il suo secolo e per l'ordine dei Frati Predicatori? Perchè il suo esempio ed insegmaneto è oggi, come sempre, attuale e operante?
Caterina una Santa da XXI secolo
Varazze ricorda la Patrona e la fede si intreccia alla tradizione
Una Donna speciale? Sicuramente sì. Santa Caterina, non poteva essere diversamente, colei che in solo tre giorni (3-4-5 ottobre 1376) ha legato il suo nome per sempre a quello di Varazze cambiandone la storia e il corso degli eventi, segnando quella d’Europa e della Chiesa Universale in una vita terrena breve ma intensa. Anche quest’anno il 30 aprile la cittadina della riviera ha fatto “festa grande” per ricordare la Sua Celeste Patrona alla quale legano un amore in devozione e culto assai profondo. Al rito religioso si associano secolari tradizioni, care ai varazzini di tutto il mondo, e alla fede si intersecano misticismo, arte, cultura e folklore.
Caterina e Jacopo da Varagine, figlia e madre dell’Ordine dei Frati Predicatori
Perché quella sosta lungo l’arco della nostra riviera quando la Santa Senese era diretta a Genova proveniente da Avignone? Caterina Benincasa, nata a Siena nel 1347, già nel 1363 riceveva l’abito del terz’ordine domenicano, divenendo così la Mantellata di Fontebranda. Dell’Ordine dei Frati Predicatori ben ne aveva seguito gli insegnamenti recandosi quotidianamente nella vicina Chiesa di San Domenico in Siena. Tra questi più volte avrà ascoltato i Sermones di Jacopo da Varagine e conosciuto i racconti della famosissima Legenda Aurea. Per questo, che a solo 78 anni dalla morte del noto Arcivescovo di Genova, Caterina volle fermarsi a Varazze, borgo colpito da morbo pestilenziale che imperversava in tutta Europa. Così ci ricorda in “Opuscola et Literae” il Beato Raimondo da Capua, confessore al seguito della Santa e 23° Maestro Generale dell’Ordine dei Predicatori : “3.Oct. Quo in itinere, in vigilia S.Francisci, Voragine esistente ad honoranda incunabola B.Jacopi, precibus suis saevientis pestis cessationem a Deo impetrant.”
Le altre testimonianze della sua permanenza breve ma, così significativa, a Varazze ci sono state tramandate dal Bartolomeo Dominici, in merito alla prima visione che la Mantellata ebbe in Sant’Ambrogio e dal Beato Stefano Maconi che , trascrivendo anche alcune note del Beato Raimondo, racconta della assistenza che Caterina portò agli appestati.
Varazzino che tramandò sua narrazione delle giornate cateriniane fu Simone Maffeo, uomo facoltoso, di lettere e costruttore navale; così dalla sua cronaca del 1381 :
“Nel partire che fece dal Borgo – detta santa Caterina – disse a quelli che si trovavano che fabbricassero una cappella in honore della Santissima Trinità, che mai più il luogo sarebbe stato molestato dalla peste, e che chi la porterebbe patendone lui solo la molestia, se la riporterebbe… Disse loro inoltre come pur anche fece il suddetto padre (fra Raimondo da Capua) suo confessore che havendo il luogo un huomo tanto insigne come il B. Giacomo per patriotto, fabbricassero un convento per i Frati del suo ordine. Parti poi dal Borgo per incamminarsi alla volta di Genova”.
E là nella zona a mare del levante varazzino è ancora possibile ammirare oggi le volontà espresse dalla Santa, ogni anno nel giorno d’aprile i cittadini vi si recano per sciogliere il secolare voto: la capella dedicata alla SS. Trinità venne immediatamente costruita. Il Santuario, successivamente ampliato e modificato nel corso dei secoli, conserva attualmente pianta seicentesca. Fu fondato anche il Convento dei Frati Predicatori, grazie anche ai lasciti dello stesso Simone Maffeo, con bolla di Papa Martino V datata 4 luglio 1419.
Caterina Dottore della Chiesa, Santa da XXI secolo Patrona d’Italia
Il 29 giugno 1461 Pio II (Enea Silvio Piccolomini, senese e già vescovo di Siena) proclama Caterina - Santa (festa: prima domenica di maggio; successivamente 30 aprile, ed oggi il 29 aprile, giorno del transito); quest’anno ne ricorre il 550° anniversario della Canonizzazione. L’8 marzo 1866 Pio IX proclama Caterina compatrona di Roma. Il 18 giugno 1939 Caterina da Siena e S.Francesco d’Assisi sono proclamati da Pio XII patroni primari d’Italia. Il I ottobre 1999 Giovanni Paolo II proclama Caterina compatrona d’Europa.
Nel 1970, il 4 ottobre, Paolo VI riconosce a Caterina il titolo di Dottore della Chiesa Universale. Titolo che venne riconosciuto anche ad una altra Santa, Teresa d’Avila: due donne! Una Innovazione! Sino a quel momento la Chiesa Cattolica non contava che trenta Dottori e tutti uomini.
E se è Dottore allora deve insegnare. Insegnamento che ritroviamo a cominciare da il Dialogo e nelle Orazioni, come la “dottrina sulla verità” : “Apri l’occhio dell’intelletto e mira in me e vedrai la nobiltà e bellezza della creatura che ha in sé ragione”
Gli scritti della Patrona d’Italia dimostrano ancora oggi la loro freschezza e pertinenza; epoca la nostra non dissimile alla Sua, sia per la situazione ecclesiale che mondiale: in questo scenario la Santa, ambasciatrice di pace in un mondo agitato e diviso ci incoraggia a schierarci per la fraternità universale lontano da interessi egoistici e autoaffermazione di potenti.
Dall’insegnamento e dall’esempio cristiano Caterina ci invita ad essere Santi. Non sarebbe difficile immaginarla, come nel XIV secolo, nei luoghi dove vi è : preghiera e contemplazione, ma anche sofferenza ed accoglienza, dove si lavora per una Chiesa Santa e per un umanesimo ritrovato.
Umanesimo e rinascimento che il Suo tempo ha saputo preparare , ne ri-saremo capaci noi oggi?
E all’Italia in questo suo anniversario d’unità, Terra che già Caterina ed il suo tempo chiamava e sentiva d’affetto in appartenenza seppur ancora divisa, cosa direbbe?
Forse ci spronerebbe come nella Lettera 368 a Stefano Maconi : “Fa che tu sia fervente e non tiepido, in questa operazione, e in stimolare i fratelli e maggiori tuoi della Compagnia, che facciano la loro possibilità in quello ch’io scrivo. Se sarete quelle che dovete essere, mettere fuoco in tutta Italia, non tanto costì”.
Di Lorenzo Grazioli Gauthier
giovedì 16 settembre 2010
Per la festa del Santo Rosario nella chiesa di San Domenico a Varazze
La preghiera litanica è antica nella Chiesa, e veniva diversamente praticata dai monaci medievali e dai conversi che, non sapendo il latino non partecipavano alla grande preghiera liturgica.
Secondo una pia attribuzione sarebbe stato san Domenico ad "inventare" il Rosario.. In realtà solo nel 1470 fu istituita in Francia la prima Confraternita del Rosario, e solo un secolo dopo, nel 1569 un papa domenicano, san Pio V, fissa le linee architettoniche del Rosario distinto in misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi. Per ogni gruppo di misteri cinque decine di Ave Maria , precedute da un Padre nostro, e seguite da un Gloria, e talvolta da un Eterno riposo. Paolo VI nella già citata Esortazione Apostolica Marialis cultus riconobbe ai Frati Domenicani il merito di aver svolto un intensa opera di diffusione di questa preghiera che è eminentemente cristologica, anche se attraverso Maria. "Ad Iesum, per Mariam".
Giovanni Paolo II aggiunse un quarto mistero: quello "della luce". Lo si può usare al giovedì, ma non è obbligatorio.df
Si può affermare che in ogni chiesa domenicana ci sia l'effige, per lo più una statua, raffigurante Maria e il Bambino Gesù, con la corona del Rosario in mano. Attorno sono dipinte quindici tavolette raffiguranti i quindici misteri proposti alla meditazione di chi prega. E' importante pregare il Rosario per cui tutti sono invitati, dal lunedì 27 settembre al sabato 2 ottobre nella chiesa di San Domenico alle ore 17,30 per un Rosario meditato e per la messa delle ore 18. Così ci si preparerà bene alla festa esterna del Santo Rosario che si celebrerà domenica 3 ottobre. La festa liturgica della Beata Maria Vergine del Rosario sarà il 7 ottobre. Con la Riforma liturgica del Concilio Ecumenico Vaticano II si sono eliminate tutte le feste fissate per una certa domenica, per dare il suo giusto rilievo a questo giorno, memoriale della risurrezione di Gesù dai morti. Il 3 ottobre esprimeremo la nostra devozione mariana anche con la processione ma non dimenticheremo la domenica, nostra Pasqua settimanale. Terrà la meditazione sui misteri, e l'Omelia nella Messa, fra Giacomo Grasso,o.p., del Convento di San Domenico.
martedì 6 aprile 2010
20 aprile ore 16 Parrocchia Collegiata di Sant'Ambrogio Varazze - Visita Guidata
Nell'ambito della settimana della cultura, con il patrocinio del Comune di Varazze, Il Circolo Culturale Kairos organizza visita guidata al complesso della Collegiata di Sant'Ambrogio. Ritrovo MARTEDI' 20 APRILE ORE 16 all'ingresso della chiesa, piazza Sant'Ambrogio nel centro del borgo. La cittadinanza ed i gentili ospiti sono invitati a partecipare. Non richiesta la prenotazione, la partecipazione è gratuita.
domenica 17 gennaio 2010
Grande partecipazione all'iniziativa natalizia "Quattro Passi da Pastore"
Giunti al quinto anno consecutivo verrebbe da dire... i pastrori non sono stanchi!
Grande affluenza di pubblico ai percorsi storico-artistici guidati ai presepi allestiti nel centro storico di Varazze. Storia non solo della tradizione del presepe Ligure ma anche dei luoghi, degli anchi Oratori di San Giuseppe e SS. Trinità, N.S. Assunta e San Bartolomeo. Le magnifiche statuine settecentesche della scuola di A. M . Maragliano conservate nella sacrestia di Sant'Ambrogio e diversi spunti artistici. La poesia di Mario Traversi, presidente del Campanin Russu, ha accompagnato i "pellegrini" guidati da Lorenzo Grazioli e Simone Silvagno del Circolo Kairos.
Vivere il Santo Natale come con occhi stupidi dei bambini davanti al presepe; mistero che si rinnova dopo più di 2000 anni ancora oggi...
mercoledì 2 dicembre 2009
Varazze - Beit - Jala . Notizie dalla Terra Santa Don Giulio Grosso, nominato Canonico Onorario del Santo Sepolcro di Gerusalemme
Festa al termine sul sagrato
Mons. Vittorio Lupi, Vescovo di Savona Noli ed il Can. Giulio Grosso ascoltano le testimonianze dei presenti sul sagrato.
martedì 27 ottobre 2009
Venerdì 18 settembre è stata possibile una ultima visita guidata prima della sua demolizione
CULTURA : STORIA SAVONESE
Alla scoperta del quattrocentesco Arsenale Sforzesco di Savona
La Consulta Culturale Savonese ne ha curato il percorso e la documentazione, difendendone la conservazione : sarà una pagina di storia persa.
Significativa ed importante l’iniziativa svoltasi il 18 settebre scorso, nel pomeriggio, a Savona; a proporla la Consulta Culturale Savonese (organizzazione di coordinamento delle quattro associazioni savonesi "A Campanassa", Istituto Internazionale di Studi Liguri - Sezione Sabazia, Italia Nostra - Sezione di Savona e Società Savonese di Storia Patria). Una “Ultima Visita” al complesso monumentale del quattrocentesco Arsenale Sforzesco di Savona , costruito nel 1472 dai Duchi di Milano che al tempo governavano sulla Città.
Presente una “delegazione” di Varazze, costituita dai giovani del Circolo Culturale Kairos, che non hanno voluto mancare l’occasione segnala dagli amici delle associazioni savonesi. Hanno quindi potuto documentare, anche fotograficamente, il sito degli scavi e condividere con i promotori della lodevole iniziativa l’ interesse quanto lo sgomento per le decisioni “demolitive ed irrevocabili” prese.
Ultima occasione poiché il sito verrà demolito, così come da progetto Bofill ed avanzamento lavori nelle aree ex-Italsider. Le Associazioni riunite nella Consulta non nascondono un certo rammarico, fattesi portavoce della possibilità di conservare almeno parte del rinvenimento , dopo accorati appelli : “siamo riusciti a ottenere che rimanesse conservato un tratto della cortina fortificata lungo il mare, ma non si è purtroppo ottenuto che sotto a quanto progettato da Bofill fosse conservata anche la fitta schiera di pilastri che sorreggevano le "cassine" (i capannoni sotto ai quali venivano tirate a secco le galee della flotta sforzesca). Rimane solo la consolazione che la Soprintendenza Archeologica della Liguria li abbia fatti riportare alla luce e documentare, prima della loro completa demolizione. ”
Numeroso il gruppo dei partecipanti, nonostante il tempo e la pioggia, che non ha voluto rinunciare all’incontro, accompagnati nell’illustrazione del sito è emersa dalla interessante spiegazione pagina significativa della storia di Savona. Storia legata alla sua tradizione marinara, al porto oltreché militare.
L’Arsenale, secondo la ricostruzione e quanto emerso, doveva essere lungo circa 200 metri e profondo 80 mt; imponente costruzione parallela alla costa poteva ospitare fino a 30 galee. “Il documento più antico, rinvenuto nell’Archivio Sforzesco di Milano, testimonia il numero di 26 galee” così il Prof. Carlo Varaldo, tra i presenti, “In Liguria vi erano all’epoca anche gli Arsenali di Genova e La Spezia, questi, di dimensioni più ridotte, potevano contenere solo sino a una decina di imbarcazioni”.
Imbarcazioni dalle misure già imponenti le galee – circa 45 metri di lunghezza per 5/8 metri di larghezza, trovavano così riparo e rimessaggio nel grande arsenale, incanalate tra imponenti filari di colonne e robuste catene che andavano a legare la struttura sforzesca. Al tempo del suo massimo splendore il porto di Savona era tra i primi cinque del Mediterraneo e l’arsenale non poteva essere da meno.
Raffigurazione più antica di come doveva essere ci giunge da una litografia di inizio ottocento, realizzata su un disegno seicentesco; purtroppo i lavori in corso nelle aree – ex italsider avevano già demolito parte della struttura conservatasi prima che l’intervento della Sovraintendenza, sollecitata così come gli altri Enti dalle Associazioni della Consulta, obbligasse la documentazione di quanto emerso.
Poteva essere davvero occasione unica di studio visto che, a parte quello Veneziano, in tutto il Mediterraneo non si sono conservati altri Arsenali oltre ad essere l’unico sforzesco esistente.
E’ allo studio un possibile recupero delle colonne e delle strutture rinvenute, da ricollocare in modo opportuno, potendo almeno così testimoniare tanto glorioso passato.
Il monumentale complesso, portato alla luce dopo una sepoltura di quasi cinque secoli, sarà demolito; sì documentato, ma la Città ci perderà sicuramente una pagina di storia…di quella che la rese grande nei mari.
Lorenzo Grazioli
http://www.ilgiornalinodivarazze.it/?p=7553
