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mercoledì 13 luglio 2011
martedì 5 luglio 2011
Varazze ricorda il Beato Jacopo suo patrono dal 7 al 17 luglio
Varazze: Festa Patronale del Beato Jacopo
Dal 7 al 17 luglio Varazze farà memoria del suo Compatrono, il Beato Jacopo da Varagine.
Le manifestazioni per la festa Patronale inizieranno in frazione di Casanova, località che la tradizione affida quale luogo natio e di provenienza della famiglia dell’illustre Frate Domenicano. Successivamente i una serie di eventi presso il Convento di San Domenico si concluderanno con la S. Messa di Domenica 17 luglio.
Il Programma delle Celebrazioni Jacopee vede, sotto l’egida del Comune della Città di Varazze, la collaborazione delle Parrocchie di Sant’Ambrogio, Santi Nazario e Celso e della Natività di Maria Santissima in Casanova, dei Frati Predicatori del Convento di San Domenico e del Centro Studi Jacopo da Varazze.
CELEBRAZIONI IN ONORE DEL
BEATO JACOPO DA VARAGINE
Compatrono della Città di Varazze
In frazione di CASANOVA (Varazze)
| Giovedì 7 luglio 2011 | ore 20,00 | S. Messa presso la Cappella del Beato. A seguire fiaccolata per la pace fino alla piazza della frazione. |
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| Domenica 10 luglio 2011 | ore 9,45 | Santa Messa.
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| ore 17,30 | processione dalla località Lecanà fino alla cappella del Beato cui seguono i Vespri.
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In VARAZZE
presso la CHIESA DI SAN DOMENICO
| Mercoledì 13 luglio 2011 | ore 18,00 | Santa Messa. |
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| Giovedì 14 luglio 2011 | ore 21,00 | nel Chiostro, Conferenza di Fra Giacomo Grasso O.P. su “Che mai racconta nella sua cronaca di Genova il nostro Beato Jacopo?”
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| Venerdì 15 luglio 2011 | ore 21,00 | Coro di San Domenico - Concerto in chiesa per coro e organo.
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| Domenica 17 luglio 2011 | ore 18,30 | Santa Messa con la partecipazione delle Autorità cittadine e del Gonfalone della Città.
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Jacopo nacque a Varazze intorno al 1225-1230, alcuni storici ritengono la sua famiglia certamente proveniente da quella zona, a testimonianza di ciò la sosta nel piccolo borgo rivierasco di santa Caterina da Siena ove sostò “per onorare la patria del Beato”. E’ lo stesso Jacopo a fornirci, in una rapida autobiografia contenuta in una delle sue opere, la Chronica civitatis Ianuensis , le prime date certe della sua vita: il 1239, quando nella sua infanzia gli capitò di assistere a un’eclisse solare, il 1244, quando, adolescente, entrò a far parte dell’Ordine dei frati predicatori, e il 1264, quando ebbe modo di ammirare per quaranta giorni un altro fatto portentoso, e cioè l’apparizione di una cometa. All’interno dell’Ordine dei Frati Predicatori svolgerà una prestigiosa missione, giungendo fino alle più alte cariche. Padre Provinciale della Lombardia ed alla morte di Giovanni da Vercelli, Vicario Generale dei Domenicani. In quegli anni fu in contatto con le principali personalità del tempo: Papa Martino IV lo invia in missione diplomatica alla corte del re d’Aragona, Onorio IV lo incarica di indagare sulla misteriosa uccisione del vescovo di Tortona. Preziosa e profonda fu l’amicizia che lo legò a Tommaso d’Aquino. Nel 1286 venne eletto per acclamazione arcivescovo di Genova, rifiutò l’incarico. Successivamente nel 1292 venne nuovamente eletto e questa volta accettò. La sua attività pastorale fu improntata ad un forte senso di partecipazione per le vicende delle classi povere e da una grande intelligenza politica: fu lui infatti, negli anni degli scontri tra Guelfi e Ghibellini, a pacificare le fazioni in lotta dei Rampini e dei Mascherati. Ma la fama di Jacopo da Varagine è legata essenzialmente alla sua opera di scrittore e studioso: compone infatti una Chronica di Genova, oltre settecento sermoni ma soprattutto la Legenda Aurea, uno dei libri più letti ed amati dell’Occidente. Nel suo capolavoro egli raccolse i racconti delle vite dei santi più popolari del suo tempo, avvalendosi sia della letteratura “canonica” che delle leggende popolari che intorno a molte di quelle figure sorsero proprio nel Medioevo. La Legenda Aurea è anche l’opera che maggiormente ha influenzato la storia dell’arte medioevale e moderna. Ai racconti del frate varazzino si devono infatti le immagini pittoriche dei santi come ancora oggi le vediamo raffigurati sugli affreschi, nei dipinti e nelle immaginette popolari. Jacopo morì a Genova nella notte tra il 13 e il 14 luglio 1298.
lunedì 16 maggio 2011
Globalizzazione, religioni, regole di convivenza Sfide per il presente e il futuro delle nostre società
Vi segnaliamo ed invitiamo a partecipare
Università degli Studi di Genova
Dipartimento di Filosofia Associazione Filosofica Ligure
Globalizzazione, religioni, regole di convivenza
Sfide per il presente e il futuro delle nostre società
Seminario di Studi
Genova, Sala della Biblioteca del Dipartimento di Filosofia, Via Balbi, 4
Giovedì 19 maggio 2011, ore 15-19
Programma
Saluti Istituzionali
prof. Michele Marsonet, Direttore del Dipartimento di Filosofia, Prorettore
per le Relazioni Internazionali dell’Università di Genova
prof. Luciano Malusa, Presidente dell’Associazione Filosofica Ligure
Relazioni Introduttive
prof. Gerardo Cunico, Università di Genova
prof. Giovanni Battista Varnier, Università di Genova
prof.ssa Valeria Ottonelli, Università di Genova
prof. Letterio Mauro, Università di Genova
prof. Riccardo Pozzo, Università di Verona – C.N.R. – ILIESI
Interventi programmati
Dott.ssa Samanta Airoldi, Università di Genova
Dott.ssa Alessandra Campo, Università “Sapienza” – Roma
Dott. Marco Damonte, Università di Genova
Dott. Filippo Domenicali, Università di Ferrara
Dott. Massimo Fiorio, Università di Macerata
Dott. Alberto Martinengo, Università di Torino
Dott.ssa Sara Mollicchi, Università di Perugia
Dott.ssa Romina Perni, Università di Perugia
Dott.ssa Francesca Pongiglione, Università di Bologna
Dott. Davide Sisto, Università di Torino
Dott. Hagar Spano, Università di Salerno
Dott. Paolo Vignola, Università di Genova
Conclusioni
Dott. Graziano Lingua, Università di Torino
Dott. Alberto Pirni, Scuola Superiore Sant’Anna – Pisa
Seminario in occasione dell’inaugurazione di Boulé – Collana di Filosofia e Scienze Umane
e della pubblicazione dei volumi di
G. Lingua (a cura di), Religioni e ragione pubblica. Percorsi nella società post-secolare, Ets, Pisa 2010.
A. Pirni (a cura di), Globalizzazione, saggezza, regole, Ets, Pisa 2011
La partecipazione al seminario consente l’acquisizione di crediti
venerdì 6 maggio 2011
Domenica 8 maggio Concerto di Musica
L'esecuzione sarà affidata a :
Lara Tortarolo alla chitarra, Orfeo Olivieri al violino, Lucina Bottino e
Walter Bianchi al pianoforte e Valeria Bruzzone delizierà i presenti con il canto.
Tutta la cittadinanza, i gentili ospiti e gli appassionati sono invitati a partecipare.
Vi aspettiamo!
Caterina: una Santa XXI secolo
Pochi giorni sono trascorsi dalla Solenne Festa Patronale a Varazze in onore della Santa Senese, memoria che la piccola cittadina della riviera ligure ha mantenuta al 30 di aprile così come nel calendario pre-conciliare (oggi la memoria nel resto del mondo è il 29 aprile). Ma perchè Caterina è legata a Varazze? Cosa ha operato per il suo secolo e per l'ordine dei Frati Predicatori? Perchè il suo esempio ed insegmaneto è oggi, come sempre, attuale e operante?
Caterina una Santa da XXI secolo
Varazze ricorda la Patrona e la fede si intreccia alla tradizione
Una Donna speciale? Sicuramente sì. Santa Caterina, non poteva essere diversamente, colei che in solo tre giorni (3-4-5 ottobre 1376) ha legato il suo nome per sempre a quello di Varazze cambiandone la storia e il corso degli eventi, segnando quella d’Europa e della Chiesa Universale in una vita terrena breve ma intensa. Anche quest’anno il 30 aprile la cittadina della riviera ha fatto “festa grande” per ricordare la Sua Celeste Patrona alla quale legano un amore in devozione e culto assai profondo. Al rito religioso si associano secolari tradizioni, care ai varazzini di tutto il mondo, e alla fede si intersecano misticismo, arte, cultura e folklore.
Caterina e Jacopo da Varagine, figlia e madre dell’Ordine dei Frati Predicatori
Perché quella sosta lungo l’arco della nostra riviera quando la Santa Senese era diretta a Genova proveniente da Avignone? Caterina Benincasa, nata a Siena nel 1347, già nel 1363 riceveva l’abito del terz’ordine domenicano, divenendo così la Mantellata di Fontebranda. Dell’Ordine dei Frati Predicatori ben ne aveva seguito gli insegnamenti recandosi quotidianamente nella vicina Chiesa di San Domenico in Siena. Tra questi più volte avrà ascoltato i Sermones di Jacopo da Varagine e conosciuto i racconti della famosissima Legenda Aurea. Per questo, che a solo 78 anni dalla morte del noto Arcivescovo di Genova, Caterina volle fermarsi a Varazze, borgo colpito da morbo pestilenziale che imperversava in tutta Europa. Così ci ricorda in “Opuscola et Literae” il Beato Raimondo da Capua, confessore al seguito della Santa e 23° Maestro Generale dell’Ordine dei Predicatori : “3.Oct. Quo in itinere, in vigilia S.Francisci, Voragine esistente ad honoranda incunabola B.Jacopi, precibus suis saevientis pestis cessationem a Deo impetrant.”
Le altre testimonianze della sua permanenza breve ma, così significativa, a Varazze ci sono state tramandate dal Bartolomeo Dominici, in merito alla prima visione che la Mantellata ebbe in Sant’Ambrogio e dal Beato Stefano Maconi che , trascrivendo anche alcune note del Beato Raimondo, racconta della assistenza che Caterina portò agli appestati.
Varazzino che tramandò sua narrazione delle giornate cateriniane fu Simone Maffeo, uomo facoltoso, di lettere e costruttore navale; così dalla sua cronaca del 1381 :
“Nel partire che fece dal Borgo – detta santa Caterina – disse a quelli che si trovavano che fabbricassero una cappella in honore della Santissima Trinità, che mai più il luogo sarebbe stato molestato dalla peste, e che chi la porterebbe patendone lui solo la molestia, se la riporterebbe… Disse loro inoltre come pur anche fece il suddetto padre (fra Raimondo da Capua) suo confessore che havendo il luogo un huomo tanto insigne come il B. Giacomo per patriotto, fabbricassero un convento per i Frati del suo ordine. Parti poi dal Borgo per incamminarsi alla volta di Genova”.
E là nella zona a mare del levante varazzino è ancora possibile ammirare oggi le volontà espresse dalla Santa, ogni anno nel giorno d’aprile i cittadini vi si recano per sciogliere il secolare voto: la capella dedicata alla SS. Trinità venne immediatamente costruita. Il Santuario, successivamente ampliato e modificato nel corso dei secoli, conserva attualmente pianta seicentesca. Fu fondato anche il Convento dei Frati Predicatori, grazie anche ai lasciti dello stesso Simone Maffeo, con bolla di Papa Martino V datata 4 luglio 1419.
Caterina Dottore della Chiesa, Santa da XXI secolo Patrona d’Italia
Il 29 giugno 1461 Pio II (Enea Silvio Piccolomini, senese e già vescovo di Siena) proclama Caterina - Santa (festa: prima domenica di maggio; successivamente 30 aprile, ed oggi il 29 aprile, giorno del transito); quest’anno ne ricorre il 550° anniversario della Canonizzazione. L’8 marzo 1866 Pio IX proclama Caterina compatrona di Roma. Il 18 giugno 1939 Caterina da Siena e S.Francesco d’Assisi sono proclamati da Pio XII patroni primari d’Italia. Il I ottobre 1999 Giovanni Paolo II proclama Caterina compatrona d’Europa.
Nel 1970, il 4 ottobre, Paolo VI riconosce a Caterina il titolo di Dottore della Chiesa Universale. Titolo che venne riconosciuto anche ad una altra Santa, Teresa d’Avila: due donne! Una Innovazione! Sino a quel momento la Chiesa Cattolica non contava che trenta Dottori e tutti uomini.
E se è Dottore allora deve insegnare. Insegnamento che ritroviamo a cominciare da il Dialogo e nelle Orazioni, come la “dottrina sulla verità” : “Apri l’occhio dell’intelletto e mira in me e vedrai la nobiltà e bellezza della creatura che ha in sé ragione”
Gli scritti della Patrona d’Italia dimostrano ancora oggi la loro freschezza e pertinenza; epoca la nostra non dissimile alla Sua, sia per la situazione ecclesiale che mondiale: in questo scenario la Santa, ambasciatrice di pace in un mondo agitato e diviso ci incoraggia a schierarci per la fraternità universale lontano da interessi egoistici e autoaffermazione di potenti.
Dall’insegnamento e dall’esempio cristiano Caterina ci invita ad essere Santi. Non sarebbe difficile immaginarla, come nel XIV secolo, nei luoghi dove vi è : preghiera e contemplazione, ma anche sofferenza ed accoglienza, dove si lavora per una Chiesa Santa e per un umanesimo ritrovato.
Umanesimo e rinascimento che il Suo tempo ha saputo preparare , ne ri-saremo capaci noi oggi?
E all’Italia in questo suo anniversario d’unità, Terra che già Caterina ed il suo tempo chiamava e sentiva d’affetto in appartenenza seppur ancora divisa, cosa direbbe?
Forse ci spronerebbe come nella Lettera 368 a Stefano Maconi : “Fa che tu sia fervente e non tiepido, in questa operazione, e in stimolare i fratelli e maggiori tuoi della Compagnia, che facciano la loro possibilità in quello ch’io scrivo. Se sarete quelle che dovete essere, mettere fuoco in tutta Italia, non tanto costì”.
Di Lorenzo Grazioli Gauthier